Cuba: due giorni a L’Avana

Quello a Cuba è stato uno dei viaggi che più mi rimarrà nel cuore.

È ormai trascorso un anno e mezzo e se ho aspettato un bel pò prima di parlarne sul blog è perché volevo farlo dopo aver riordinato le idee per poter fornire più indicazioni possibili.

Atterriamo a Cuba il 5 agosto 2018. Usciti dall’Aeroporto Jose Marti, davanti a noi le vecchie e coloratissime auto americane degli anni 50, simbolo e icona del paese.

Sul fatto che a Cuba il tempo sembra essersi fermato non c’è dubbio, e nonostante ciò abbia provocato ai cubani numerose difficoltà economiche e culturali rispetto al resto del mondo, gli ha permesso al tempo stesso di condurre una vita più semplice e meno frenetica. Una quotidianità fatta di momenti di allegria e pura felicità, dovuti alle piccole cose.

Su noi viaggiatori questa “arretratezza” ha un fascino inarrivabile.

Giorno 1

Arriviamo a L’Avana nel tardo pomeriggio. Il nostro primo alloggio è l’Hotel Santa Isabel, un tipico edificio coloniale, antica dimora di Conti, che divenne a partire dal 1867 l’albergo preferito di armatori, artisti e commercianti. La lunga terrazza con vista sulla Plaza de Armas è senza dubbio una delle sue caratteristiche più interessanti.

Ancora storiditi dal viaggio, iniziamo a passeggiare tra varie piazze della città vecchia. Il sole sta già per tramontare e ci dirigiamo a cena a La Moneda Cubana, un ristorante a pochi passi dall’hotel.

Cena in Plaza de la Catedral

La Moneda Cubana, si trova in un angolo più defilato di Plaza de la Catedral. Al piano superiore ha una terrazza molto bella da cui si gode di un’ottima vista sul Castillo del Morro (alle 21:00 potrete sentire il cannone che spara per la chiusura della fortezza). Il menu non è molto ampio, ma i piatti sono ottimi. Consiglio la Ropa Vieja, un piatto cubano a base di carne, e la tipica Langosta.

La Bodeguita del Medio

Dopo cena raggiungiamo uno dei luoghi cliché della città: la Bodeguita del Medio, divenuta un’istituzione per il suo mojito, il preferito da Hemingway. L’atmosfera che si respira e il ritmo della musica sono così coinvolgenti che la stanchezza del viaggio sembra quasi sparire.

Giorno 2

Per visitare al meglio L’Avana, il mio consiglio è quello di affidarvi a una guida locale, almeno per mezza giornata, per farvi raccontare la storia della città, gli usi e i costumi.

Noi abbiamo conosciuto Henry, di Cubatur, il giorno in cui siamo arrivati in aeroporto e ci siamo affidati a lui per esplorare la città, anche nelle zone meno turistiche.

La Habana Vieja

Siamo partiti da Plaza de Armas, la più antica Piazza de la Habana Vieja, dove alloggiavamo, passando per Plaza de la Catedral, sfarzosa e barocca, Plaza de San Francisco de Asis, elegantemente restaurata, fino alla coloratissima Plaza Vieja.

El Floridita

Successivamente abbiamo raggiunto il Capitolio, uno degli edifici più emblematici della città. Dall’altro lato della strada i famosi palazzi colorati in stile coloniale.

In questa zona oltre a numerosi hotel di lusso, troverete il secondo bar più famoso in città, anche questo frequentato da Hemingway: El Floridita, la culla del Daiquiri.

Il Floridita, rispetto alla Bodueguita del Medio è molto più elegante e raffinato, ha un ampio locale all’interno dove vi intratterrà l’immancabile musica dal vivo.

"Mi mojito en La Bodeguita, mi daiquiri en El Floridita" E. Hemingway

Tour in Auto d’Epoca

Dopo aver passeggiato per le strade de L’Avana per tutto il giorno, decidiamo di goderci un’ora a bordo di un’auto d’epoca. Un’attività turistica, ma senza dubbio iconica che difficilmente vi ricapiterà.

Attraversiamo la città passando per il Barrio Chino, fino a raggiungere Plaza de La Revolución, che oltre ad essere una delle piazze pubbliche più grandi al mondo è un luogo di grande valore storico, scenario di numerosi eventi legati alla Rivoluzione. Al centro della piazza si trova il Monumento in onore a José Martí, eroe nazionale. A nord c’è il Ministero degli Interni, famoso per l’enorme immagine di Che Guevara che riportata la celebre frase “Hasta la Victoria Siempre”.

Proseguiamo poi per le vie dei quartieri Vedado e Nuevo Vedado, fino a raggiungere il Parco John Lennon. L’ultima tappa prima di rientrare è il Malecon, il famoso lungomare de L’Avana, dove consiglio di recarvi al tramonto, per godere di uno spettacolo suggestivo. Il Malecon ha un fascino tutto suo, che definirei decadente, come molti degli edifici alle sue spalle.

Giorno 3

Trascorriamo l’ultima notte a L’Avana in una Casa Particular: l’Hostal Caprisa.

Casa Particular

Le case particular sono molto simili ai nostri bed and breakfast. I cubani possono affittare una o più stanze della propria abitazione ai turisti, offrendo loro anche la colazione. Le troverete in tutta Cuba ed è sicuramente il modo migliore per entrare in contatto con le persone del posto.

Ricordo la colazione come una delle più belle: uova, frutta fresca, toast e spremuta d’arancia, il tutto preparato al momento dalla padrona di casa con cura ed amore (la frutta fresca non è così facile da trovare nelle strutture ricettive, a Cayo Largo in 5 giorni abbiamo visto solo frutta sciroppata).

Dopo aver familiarizzato con la città e visto le cose principali, per l’ultima mezza giornata non ci prefissiamo programmi.

Il miglior modo assaporare L’Avana è camminare e perdersi tra i suoi colori, la sua musica e i suoi negozietti, acquistando alcuni dei must cubani: il rum e i sigari. 

Dopo una passeggiata nel Barrio del Arte decidiamo di visitare il Museo de la Revolución.

Museo de la Revolución

Il Museo de la Revolución è una tappa d’obbligo per conoscere al meglio la storia di Cuba e percorrere, stanza dopo stanza, i passi di un cambiamento. Il museo vanta numerose esposizioni e collezioni che mostrano fotografie, bandiere, documenti, armi e altri oggetti relazionati con la lotta rivoluzionaria contro Batista.

All’entrata del museo, si trova una parte dell’antico muro della città, così come anche un carro armato che venne utilizzato da Castro, nell’invasione della Bahía dei Porci, del 1961.

Alle spalle dell’edificio si trova il Memorial Granma, un padiglione in omaggio al panfilo di 13 metri, che venne utilizzato per trasportare Fidel Castro e Che Guevara, insieme agli 80 rivoluzionari, dal Messico fino a Cuba, nel 1956. L’imbarcazione è racchiusa dentro una grande urna in vetro e circondata da aerei e da altri veicoli legati alla Rivoluzione.

Nonostante il tempo a Cuba si sia fermato a noi queste giornate sono volate. Due giorni forse non bastano per visitare tutta L’Avana, ma sono sufficienti per cogliere la sua bellezza e immergersi in un’atmosfera unica che far venir voglia di tornarci.

Ora tempo di partire per un’altra tappa del nostro viaggio: Cayo Largo.

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