Malesia e Singapore: un viaggio tra natura incontaminata e architetture strabilianti

Il nostro viaggio ha inizio a Kuala Lumpur, capitale della Malesia. La prima cosa che si nota arrivando in città sono le imponenti Petronas Tower: 451 metri di vetro e acciaio che di notte, illuminate, lasciano davvero a bocca aperta. Il miglior posto per osservarle a mio avviso è il KLCC park, dove al tramonto giochi di luce e acqua accompagnano il calar del sole.

Kuala Lumpur è una metropoli multiculturale. Qui troverete il tempio Indù più popolare al di fuori dell’India: le Batu Caves. 272 gradini colorati per raggiungere il santuario che si trova all’interno di grotte calcaree risalenti a circa 400 milioni di anni fa. A farvi compagnia durante la salita tante simpatiche scimmiette.

Altro tempio da non perdere assolutamente è il Thean Hou Temple, adornato da fenici, dragoni e statue intagliate. Il tempio è dedicato alla divinità femminile del mare Mazu e combina elementi di taoismo, buddismo cinese e confucianesimo.

Thean Hou Temple

 A Kuala Lumpur non manca proprio nulla, infatti se volete avere un assaggio di foresta tropicale, vi consiglio di trascorrere qualche ora nel KL Eco Forest park, dove camminando sopraelevati su delle Canopy walk potrete regalarvi un momento di evasione dalla metropoli immersi nel verde.

KL Eco Forest Park

Trascorse due notti a Kuala Lumpur ci dirigiamo verso le Isole Perhentian. La nostra scelta è ricaduta su Kecil, la più piccola delle due, frequentata da giovani e senza dubbio più dinamica. Besar, l’isola più grande, e Kecil sono ben collegate da un servizio di taxi boat. Ci sono tantissime spiagge, la più bella secondo me è Turtle Beach che si trova a Besar. Oltre all’acqua cristallina e alle molteplici specie di pesci, a lasciarvi senza parole sarà la quantità di verde che sovrasta ogni isola.

Lasciate le Isole Perhentian è la volta di Redang, l’ultima tappa del nostro viaggio in Malesia. 

Redang è un Parco Marino Protetto, importante per la conservazione delle tartarughe marine che giungono sulla spiaggia a nidificare e deporre le uova. Per preservare flora e fauna molte attività umane sono state limitate, quindi non aspettatevi di trovare musica sulla spiaggia o locali aperti fino a tardi. Troverete però un mare da sogno, fondali ricchi di coralli e pesci oltre alle stupende tartarughe. Rispetto a Kecil, Redang è molto più selvaggia. In termini di divertimento non offre praticamente nulla, ma vi ripagherà con paesaggi mozzafiato. Non perdetevi la spiaggia di Teluk Dalam, la più bella in assoluto, dove potrete nuotare con le tartarughe. 

Per gli amanti del cibo, non preoccupatevi, la Malesia non vi deluderà. Abbiamo sempre mangiato bene sia piatti locali che non. Riso, noodles, carne, grigliate di pesce, verdure: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. 

Una cosa che ho adorato della Malesia oltre al paesaggio, ai luoghi di culto super colorati e al mare cristallino, sono le persone. Persone che nonostante abbiano culture e religioni molto diverse tra loro (induista, musulmana, cristiana e buddista), riescono a convivere in armonia, rispettandosi a vicenda. Non è da meno la loro ospitalità: sempre sorridenti, gentili e disponibili col prossimo.

Lasciamo la Malesia e ci dirigiamo verso Singapore. Le aspettative verso questa città super moderna erano molto alte e non sono state per niente deluse. Singapore è una città che definirei utopica, in cui tutto funziona, non bene, ma benissimo. Pulita, ben collegata, moderna, ma con degli scorci autentici. 

Marina Bay Sands

Arriviamo a Singapore alle 21:00 e dopo aver cenato prendiamo un taxi per raggiungere la Marina. La bellezza del Marina Bay Sands illuminato ci ha dato il miglior benvenuto che potessimo desiderare. Lì davanti si rimane a bocca aperta. Il Marina Bay Sands è una costruzione incredibile, un casinò resort, costituito da tre torri alte 200 metri. Abbiamo deciso di soggiornare qui l’ultima notte del nostro viaggio, per concludere in bellezza, godendoci per un’intera giornata l’incredibile infinity pool al 57° piano, la più grande al mondo, lunga 150 mt a sfioro sulla vista spettacolare dello Skyline di Singapore.

Ma andiamo per ordine. Il primo giorno a Singapore inizia con la visita di China Town. Un intreccio di strade, con edifici bassi e colorati che contrastano col resto della città. Il luogo migliore dove iniziare ad apprezzare la multiculturalità della città. Per un’esperienza autentica, vi consiglio di perdervi totalmente fra i vicoli e le strade principali di Chinatown, fra le tante bancarelle e bazar dei mercatini.

Altro quartiere da non perdere assolutamente è Little India: il più colorato della città. Un divertente microcosmo, caotico e frenetico, fermo al tempo della vecchia Singapore. L’attrazione principale qui è la coloratissima casa di Tan Teng Niah, risalente al 1900, una delle poche strutture cinesi rimaste a Little India che furono costruite durante la colonizzazione di Singapore.

Il secondo giorno a Singapore lo trascorriamo dentro il Marina Bay Sands, approfittando del bel tempo per goderci l’infinity pool. Soltanto nel tardo pomeriggio ci dirigiamo ai Gardens By The Bay.

La foresta di super “alberi” costruiti in cemento forato ed acciaio, che raggiungono un’altezza di 50 metri circa, e su cui si sviluppano dei giardini verticali che consistono in ben 163.000 piante ed oltre 200 specie di fiori. Anche qui lo spettacolo di luci e suoni ci ha lasciati estasiati.

Rain Vortex al Jewel Changi Airport

Dopo cena sullo Sky Park del Marina Bay Sands troverete vari locali, in cui divertirvi e godere ancora una volta di una vista spettacolare sulla skyline illuminata.

Il nostro viaggio è ormai giunto al termine. Arriviamo in aeroporto in anticipo e decidiamo di visitare l’acclamato terminal Jewel del Changi Airpor. Ci ritroviamo immersi in una foresta tropicale con al centro la cascata indoor più alta al mondo, un vero e proprio gioiello architettonico. Non c’è dubbio, Singapore è una città che stupisce dall’inizio alla fine.

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